lug
22
2009
0

[Commento] Un messaggio dagli spiriti – Agatha Christie

Copertina

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Titolo Un messaggio dagli spiriti
Autore Christie Agatha
Prezzo € 8,50
Dati 2003, 266 p.
Editore Mondadori (collana Oscar scrittori moderni)
ISBN 9788804519195

Sintesi

In una casa isolata dalla neve alcune persone fanno passare il tempo facendo una seduta spiritica. Ad un certo punto uno spirito dice che il Capitano Trevelyan è morto, morto assassinato. Le persone rimangono colpite dal messaggio venuto dagli spiriti, a tal punto che il Maggiore Burnaby decide di affrontare la tormenta di neve per verificare la salute dell’amico. Giunto alla casa del Capitano bussa e nessuno gli apre, va chiedere aiuto ed entrati in casa scoprono il cadavere di Trevelyan… Chi sarà stato il responsabile dell’omicidio?
(da Wikipedia)

Commento

Non nego il mio amore per la figura di Poirot, tanto che in pratica cerco solo romanzi con protagonista il simpatico ometto dalla testa a uovo, ma a volte, complice il caso, mi piace leggere anche altri romanzi di Agatha Christie, con la quale so di poter andare sempre sul sicuro, certo di trovare un romanzo che saprà appassionarmi e stupirmi.
E di nuovo non sono stato deluso. “Un messaggio dagli spiriti” è un romanzo fresco e allegro, particolare, per la mancanza di uno degli investigatori ricorrenti dell’autrice, ma forse proprio per questo libero da schemi.
La storia entra subito nel vivo, con un gruppo di persone annoiate che si incontra per un tè in una fredda giornata che preannuncia neve. E dopo il tè a qualcuno viene l’idea di fare una seduta spiritica, durante la quale gli spiriti, appunto, annunciano la morte di Trevelyan per assassinio.
Questo Trevelyan è il proprietario di tutte le villette del piccolo borgo dove i personaggi vivono, trasferitosi momentaneamente in paese per cedere la propria abitazione alle Willett, madre e figlia, due donne che vengono (dicono) dal Sudafrica e che, chissà perché, desideravano passare l’inverno in un posto freddo e desolato come Sittaford.
Inutile dire che in effetti Trevelyan è davvero morto, all’ora annunciata dagli spiriti.
Che dire, l’avvio non è niente male e accende subito la tensione. Ma non è l’incipit la forza di questo romanzo. No, la forza sono i personaggi. Emily è una donna indimenticabile, forte e determinata, intelligente, spregiudicata, disposta a tutto per scagionare il suo fidanzato, nipote squattrinato del morto, che stupidamente ha fatto di tutto per attirare i sospetti della polizia.
Accanto a Emily, Charles, un giornalista che cerca lo scoop a tutti i costi. Mi fermo ai protagonisti, ma anche tutti gli altri personaggi sono delineati con maestria, il giallo si dipana lasciando dubbi fino alla fine, con continui sconvolgimenti e rivelazioni che non si sa se porteranno o meno fuori strada, nella migliore tradizione del giallo.
Un romanzo consigliato, da leggere davanti al camino in una notte fredda, ma anche su un treno affollato in un luglio torrido, come ho fatto io!

Written by Luca Di Gialleonardo in: Commenti e recensioni | Tag:, , ,
lug
11
2009
0

[Commento] China Killer – Franco Forte

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Titolo China killer
Autore Forte Franco
Prezzo € 14,46
Dati 2000, 288 p.
Editore Tropea (collana Le gaggie)
ISBN 9788843802647
In sintesi:

Raso è uno psicopatico. Un poliziotto. Una belva assetata di sangue che si aggira per la città. Sta cercando la sua ex-moglie, Ky-Won, una prostituta arrivata in Italia negli anni Sessanta dopo la fuga dalla Cina maoista. Il drago a cinque artigli della mafia cinese a Milano veglia su di lei, cerca di impossessarsi della sua anima, ma quando Ky-Won scopre che il marito è uscito di prigione, intuisce che non avrà scampo. Lui la troverà, e le farà conoscere gli orrori che le ha promesso il giorno che è stato condannato per omicidio, grazie alla sua testimonianza. Ma un altro poliziotto è in caccia: sta cercando il suo vecchio collega, forse per aiutare Ky-Won, che anche lui ha amato, o per vendicarsi del proiettile che Raso gli ha piantato in pancia.

Recensione su www.OperaNarrativa.com:

La quarta di copertina di questo romanzo mette subito in chiaro con chi abbiamo a che fare: un poliziotto psicopatico.
Nella lettura scopriamo subito che la frase non è solo uno spot pubblicitario. Franco Forte ci presenta un personaggio completamente fuori di testa. Seguiamo le mosse di Raso sia nel “presente” del romanzo, il 1990, quando lo vediamo come un killer senza scrupoli, mosso da un odio verso gli asiatici che uccide senza pietà, alla ricerca della donna che egli vede come responsabile del suo dolore, capro espiatorio delle sofferenze e dei traumi vissuti da bambino. Ma seguiamo Raso anche in una serie di flashback ambientati alla fine della sua carriera di poliziotto. Poliziotto per nulla ligio al dovere, schiavo della droga che, come agente della narcotici, dovrebbe debellare, alla ricerca del colpo della vita, fino all’omicidio che lo porterà in galera.
Non sto rivelando nulla, tranquilli. Fin dall’inizio sappiamo già quale sarà la conclusione della linea narrativa dei flashback. Ciò che non conosciamo, e che non vi farò certo conoscere io, sono i passi che porteranno all’esito finale.
Franco Forte ci trasporta in uno spaccato nero di Milano, dove nessuno sembra uscire pulito dal marciume della società. Dove poliziotti e carabinieri sembrano peggiori dei delinquenti che dovrebbero catturare, dove la droga domina gli uomini e le anime.
Raso, Coldani, Danese, ma anche Ambri, ufficiali che provocano ribrezzo nel lettore, anche più di Huang-Kho e Shan.
Forse neppure Ky-Won, la vittima designata, esce perfettamente pulita da questa storia cattiva e senza pietà.
Devo dire che questo thriller che ormai ha qualche annetto sulle spalle ha saputo emozionarmi. Se avete voglia di una lettura dove nessuno si salva (in senso di salvezza dell’anima), ve lo consiglio.

Written by Luca Di Gialleonardo in: Varie | Tag:, ,

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