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21
2008

Commento: Un Anno nella Città Lineare – Paul Di Filippo ***

Copertina del libro

Copertina del libro

Titolo Un anno nella città lineare
Autore Di Filippo Paul
Prezzo € 9,00
Dati 2008, X-119 p., brossura
Traduttore Chiavini R.
Editore Delos Books (collana Odissea. Fantascienza)
ISBN 9788895724164

In sintesi:

Diego Patchen, un autore di narrativa cosmogonica, vive nell’isolato 10.394.850 di Broadway, l’unica strada della città di Gritsavage in uno strano mondo illuminato da due soli. Lungo tutta la città, per quanto essa sia lunga, corre una linea della metropolitana: ogni isolato è separato da un un vicolo, lungo soltanto come la larghezza dell’isolato. Poi, da una parte c’è un fiume e dall’altra una ferrovia. Oltre questi confini ci sono dei mondi paralleli, equivalenti dell’inferno e del paradiso: il “Lato Sbagliato del Sentiero” e “l’Altra Sponda” perché in questo mondo c’è la certezza di quello che avviene dopo la morte. Questo è particolarmente rilevante per Diego, perché suo padre che sta morendo è amaramente orgoglioso di immaginare quanti Tori Alati si stiano radunando per portarlo sul Lato Sbagliato (infatti è convinto di non aver vissuto in modo abbastanza virtuoso da essere condotto dalle Sirene Alate all’Altra Sponda).

Il mio commento tratto da OperaNarrativa:

Ho acquistato questo libro pieno di curiosità. Non c’è dubbio che l’idea di base del romanzo è intrigante e carica di fantasia. Una città infinita costruita lungo una strada che appare senza fine, con un fiume da un lato e dei binari dall’altro, poi nient’altro. La morte che arriva in modo particolare, con un accompagnatori verso una delle due sponde.
Insomma, solo per l’ambientazione c’è da fare i complimenti all’autore.
Un altro pro del romanzo è il modo in cui, pur in un mondo così strano, si raccontino stralci di vita quotidiana, così ben narrati che ci si sente quasi a casa propria.
Altro pro i personaggi, a partire dal protagonista scrittore, fino alla sua donna, prorompente in tutti i sensi.
Malgrado tutti questi aspetti positivi, tuttavia, ne ho trovati alcuni che non mi hanno fatto sorridere. Primi fra tutti un paio di passaggi che ho trovato gravissimi errori in un romanzo di questo tipo. Per esempio, a un certo punto arriva un personaggio vestito alla cinese, al quale viene consigliato di farsi un bagno turco. Non credo proprio che Cina e Turchia esistano nel mondo assurdo creato da Di Filippo, quindi questi due riferimenti sono davvero pessimi.
Altro aspetto che riduce il giudizio comunque positivo è che in realtà in questo romanzo si raccontano degli episodi di vita dello scrittore protagonista e non una storia definita, lasciando quindi una sensazione di incompiutezza al termine della lettura.

Pubblicato da Luca Di Gialleonardo in: Commenti e recensioni | Tag:, ,

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